Il padre Girolamo Maria Morreale e la Compagnia di Maria Assunta

La Compagnia di Maria SS. Assunta è, possiamo dire, la concretizzazione dell’amore di P. Morreale per la Madre di Dio. In essa egli trasfuse la sua particolare esperienza spirituale che costituisce il carisma dell’Istituto: la marianità.
La devozione a Maria nella spiritualità del P. Morreale fa quasi da catalizzatore, è ciò che riconduce tutto ad unità. Così egli scriveva in una lettera indirizzata alla Compagnia di Maria SS. Assunta in occasione del suo 50° compleanno: “L’elemento che domina i cinquant’anni è la devozione alla Madonna. Mi sembra l’elemento polarizzante, il punto di confluenza (….). Nella Madonna vedo ogni bene della mia vita naturale, cristiana, religiosa, sacerdotale” .

Ma dove affondava le radici la devozione mariana del P. Morreale? E attraverso quale itinerario si era sviluppata sino a diventare il fulcro della sua vita, tanto che egli, pochi giorni prima di morire, poteva ancora ripetere: “La Madonna è stata una luce, un punto di riferimento, un ideale”?
La vita del P. Morreale, fin dalla nascita, sembra svolgersi sotto la particolare protezione di Maria
Nasce il 7 Ottobre 1916, festa della Madonna del Rosario; e sarà sempre in una festa mariana che avverranno i fatti più importanti della sua vita (prima comunione, ingresso nella Compagnia di Gesù, professione religiosa), come egli sottolinea in un diario cominciato nel 1950 e concluso, con ampi intervalli vuoti, nel 1970. L’amore e la devozione alla Madonna erano alimentati, nel piccolo Girolamo, dalla sua mamma, donna di profonda fede e di grande pietà. Ma è nella scuola apostolica dei PP. Gesuiti di Noto, dove entra nel 1930, e successivamente nel Noviziato, a Bagheria, che la sua devozione mariana si viene sviluppando e maturando, tanto che egli sente la necessità di “fondare” teologicamente il suo culto alla Madre di Dio divenendo uno studioso attento di Maria. Una prima tappa di questo cammino è costituita dai due voti (quello di recitare per tutta la vita il Rosario intero e l’altro di dedicarsi con tutte le sue forze alla diffusione del culto alla Madonna), voti che emette privatamente e sottoscrive con il suo sangue il 7.10.1935 insieme a quelli pubblici che lo legano in perpetuo alla Compagnia di Gesù. Aveva 19 anni. E un anno dopo, in una sua riforma di vita, creando uno strano e ardito parallelismo con il versetto evangelico “che cosa giova all’uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde l’anima sua?”, scrive:Quid prodest mihi si vivam vitam longam et Virginem Mariam non amem? E spiega: “Base della mia perfezione è la devozione a Maria SS.ma; tutto farò per Maria, con Maria”. E da Maria, che sente madre, sorella, compagna di viaggio, imparerà quella dolcezza che comincia a mitigare e a stemperare il suo carattere portato per natura alla rigorosità e alla inflessibilità. Da Lei si lascerà condurre a Gesù, Ella sarà il mezzo più facile per arrivare a Dio Trinità.
La dimensione trinitaria della devozione mariana del Padre ha la sua genesi in una data: il 1° Novembre 1950, giorno della proclamazione del dogma dell’Assunta.
E’ questo sicuramente, come egli nota nel suo diario, un “giorno di gioia spirituale indicibile”. Scrive rivolgendosi a Maria: “La definizione della tua assunzione m’insegna a vivere la tua vita del cielo; vita di unione con Gesù, con la SS. Trinità, vita di eterna lode a Dio” .
La vigilia della proclamazione del dogma, il 31 Ottobre 1950 - si trovava a Cleveland (USA) per il terz’anno di pronazione - aveva vissuto un’esperienza singolare di cui scrive nel diario 15 anni dopo, nel 1966. Sta passeggiando nel giardino della casa di probazione dei PP. Gesuiti – è il tardo pomeriggio- immerso in un clima di profonda preghiera, quando ode una voce “soave come di una persona non sconosciuta” che gli dice per ben due volte: “ Fonda una Congregazione religiosa in onore della mia assunzione”; e insieme alla voce come “il fruscio di una vesta di seta”. Tutto qui. Seguono prima la paura, poi una grande gioia e “una consolazione mai provata, una dolce tranquillità di spirito” ; secondo S. Ignazio, sono i segni dell’intervento di Dio nella vita di una persona.
Da questo momento la sua devozione mariana viene riletta alla luce dell’Assunta e assume quella dimensione trinitaria che ne caratterizza la fase più matura e che si coglie negli scritti riguardanti la Compagnia di Maria SS. Assunta. Nel Direttorio della Compagnia così scrive: “In terra la Madonna per prima conobbe il mistero della SS. Trinità; assunta in cielo contempla l’adorabile Trinità, che le fa sussultare il cuore di beatificante tenerezza. L’essenza della beatitudine di Maria c’impone imperiosamente d’impegnarci nella migliore conoscenza e amore della SS. Trinità (….). La conoscenza delle tre Persone anche ora è vita eterna (Gv 17,3). Quanto più conosciamo e amiamo la Trinità, tanto più imitiamo l’Assunta” . E nelle prime Costituzioni: “Non si può contemplare la Madonna senza vedere e adorare il quadro divino trinitario in cui Ella è collocata” .
L’esperienza spirituale del P. Morreale, abbiamo detto all’inizio, trapassa nell’opera che da lui nasce, quando i tempi sono maturi.
Tornato dagli Stati Uniti in Italia dopo il terz’anno, il P. Morreale, sentendo risuonare nel cuore una “parola” che sintetizza e raccoglie l’esperienza del 31 Ottobre 1950: Beatam me dicent omnes generationes e et misericordia eius a progenie in progenies timentibus eum, comincia a proporre ad alcune giovani un ideale: proclamare con la vita la beatitudine di Maria e con lei e per mezzo di lei portare la misericordia di Dio in mezzo agli uomini del nostro tempo. Questo dovrà costituire la ragione d’essere del nuovo Istituto nella Chiesa.
La Compagnia di Maria SS. Assunta comincia a divenire realtà quando, il 15 ottobre 1961, le prime quattro Assuntine, (così verranno chiamate in seguito), iniziano, a Caltanissetta, la vita comune, che viene sancita dal Vescovo Mons. Francesco Monaco con un documento del 25 Marzo 1962 e con i voti privati dei primi membri il 25 Marzo 1963.
Il 1° Novembre 1981 le Assuntine, già cresciute di numero, emettono i voti perpetui alla presenza del Vescovo Mons. Alfredo Maria Garsia, il quale, il 25 Marzo 1990 approva definitivamente la Compagnia di Maria SS. Assunta come Istituto di vita consacrata nella Chiesa, costituito da due rami: uno religioso caratterizzato dalla vita comune, l’altro costituito da consacrate che vivono l’identico ideale nella vita secolare.
Il P. Morreale non poté gustare, sulla terra, la gioia di questo riconoscimento, perché colpito da un male fulmineo e inesorabile aveva cessato di vivere il 25 Luglio del 1984.
Ma il chicco di grano, se muore, porta molto frutto. E la morte del P. Fondatore genera una nuova vita nella Compagnia, che, nel 1985, si apre verso i paesi dell’America Latina per trasferirvi il proprio carisma.
Lì, precisamente in Colombia, una comunità opera attualmente in ambito ecclesiale, attraverso la catechesi a vari livelli, e nel sociale attraverso il sostegno economico, morale, spirituale a bambini e a ragazze madri o vedove vittime della violenza.
Ancora vivente il Padre Morreale, una comunità sorge a Sciacca, dove oggi opera attraverso una casa di spiritualità.

Concepita nel periodo preconciliare e cominciando a muovere i primi passi negli anni del Concilio Vaticano II, la Compagnia di Maria SS. Assunta ne recepì tutti gli stimoli innovatori, accogliendone soprattutto l’apertura verso il mondo e le realtà temporali, nelle quali essa opera cercando di immettervi il messaggio cristiano attraverso un’azione prevalentemente culturale ed educativa.
Campo privilegiato dell’apostolato delle Assuntine è la scuola pubblica nella quale lavorano per promuovere la crescita integrale dell’uomo. Anche la catechesi le vede impegnate sia nelle parrocchie come nelle proprie case.
Nei fini specifici della Compagnia rientra lo studio e l’insegnamento della Teologia, e questa ci sembra una connotazione quanto mai attuale, che ci fa vedere nel Fondatore una persona lungimirante, un precursore, se pensiamo che, prima del Vaticano II, era impensabile che i laici, e per di più le donne, accedessero agli studi teologici.
Ma la nota caratteristica della Compagnia, come già detto, è la marianità. La Compagnia di Maria SS. Assunta guarda a Maria come alla donna che si è inserita nel piano di Dio da protagonista vera, svolgendo quel ruolo che solo lei, perché donna, poteva svolgervi: vergine e madre. Proprio sull’esempio di Maria, la donna perfettamente riuscita, alle Assuntine sembra importante lavorare perché la donna, al di là di inutili rivendicazioni riscopra il suo ruolo nella Chiesa.


Una religiosa della C.M.A.

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